lunedì 17 giugno 2013

#Turchese











Scovare un paio di scarpe turchesi retrò,comode e che si abbinano benissimo ad un abito longuette anni '50 è una delle sorprese che possono capitare in un giorno di sole,passeggiando tra gli stand di un mercatino.
Abito: Vintage 50's




Vittorio Reggianini,La soirèe


Jhon Henry Twachtman,In the sunlight








Bi.

mercoledì 12 giugno 2013

Alla Nazimova



Alla Nazimova nasce come Mariam Edez Adelaida Leventon il 22 maggio 1879 in Crimea,allora regione dell'impero Russo,da genitori ebrei.La sua infanzia fu caratterizzata dalla violenza paterna nei confronti della madre e dei figli.Quando i genitori si separano Alla,come affettuosamente la chiama la madre,viene affidata ad una famiglia in Svizzera,qui sviluppa il suo talento per la musica.
Il padre,risposatosi,la porterà con se in Russia. Qui subirà l'invidia della matrigna.Nel 1889 si esibisce per la prima volta,in un concerto natalizio,un successo.L'entusiasmo di Alla innervosì il padre che la picchiò,questo episodio la segnerà per tutta la vita,causandole spesso attacchi di panico dopo le sue esibizioni.
Successivamente viene affidata ad una famiglia che la avvicina al mondo del teatro.
Raggiunta la maggiore età entra a far parte della "Scuola filarmonica di Mosca",costretta a prostituirsi per vivere.Segue le lezioni di Stanislavskij,apprendendo la tecnica dell'interiorizzazione del personaggio.
Abbandona la scuola per recitare in una compagnia di giro,sposa un giovane ebreo ma il matrimonio dura poco.Torna da Stanislavskij ma il suo metodo le appare superato e lascia definitivamente gli studi.A partire dal 1904 gira l'europa con l'attore Pavel Orlenev,di cui si è innamorata.Diviene una star interpretando le opere di Ibsen e Cechov.
Nel 1905 approda a New York,qui instaura la sua prima relazione lesbica con l'attrice russa Emma Goldman.A Broadway viene ingaggiata per portare sulle scene i suoi cavalli di battaglia. Orlenev, inviodioso del suo successo ritorna in Russia.Nel 1912 Alla incontra l'attore Charles Bryant,col quale vivrà per ben vent'anni,pur essendo entrambi omosessuali.
Nel 1917 raggiunge l'apice della sua carriera con uno stellare ingaggio della MGM.
Nei primi anni '20 inizia una collaborazione con la sofisticata scenografa Natacha Rambova,che firmerà la scenografia del primo film "artistico" di Alla La Signora delle camelie (1921) ,il co-protagonista sarà un quasi sconosciuto Rodolfo Valentino.Il successo della prima opera e la caparbietà dell'attrice si lancia nella trasposizione cinematografica di Salomè (1923) di Oscar Wilde (in onore del quale pretenderà un cast completamente gay).L'impresa sarà stroncata dalla critica e dal pubblico,giudicata come eccentrica e decadente.Tale flop proverà l''animo e le finanze della Nazimova a tal punto da abbandonare quasi definitivamente il cinema e ritornerà al teatro.
Negli anni '40 si ritira a vita privata con la compagna Doodie,si esibisce in qualche fugace apparizione,per ragioni economiche (come Sangue e Arena)
Alla si spegne a seguito di una trombosi il 13 luglio 1945.






Criticata fu senza,dubbio,la sua vita privata,era lesbica e non ne faceva mistero.Comprò una villa su Sunset Boulevard conosciuta come "il giardino di Alla" (parafrasi del giardino delle vergini di Allah) dove dava feste per sole donne.La villa fu poi venduta in seguito al flop di Salomè ,divenne un prestigioso hotel e distrutta alla fine degli anni '50.
Ebbe una relazione con l'attrice Mercedes De Acosta (amante della Garbo),con Eva Le Gallienne si dice ebbe un rapporto morboso.Molte attrici emergenti furono sue amanti come Jean Acher (futura moglie di Rodolfo Valentino).

Alla fu un'attrice di straordinario talento,audace artisticamente e nella sua vita.
Fu una delle prime dive del cinema,purtroppo dimenticata,a causa del fallimento della sua Salomè ,che sarà stata un flop nel 1923 ma oggi è una delle espressioni cinematografiche più elogiate e copiate ( ad esempio Lady Gaga).Il suo estro,la sua decadenza,la sua espressività quasi aggressiva forse erano troppo per quell'epoca...o forse sono troppo e basta...quel "troppo"che sa di magnifico,inarrivabile.